La riforma del GIP collegiale e l’impatto delle carenze d’organico
La riforma Nordio introduce il GIP collegiale per rafforzare le garanzie, ma la sua entrata in vigore rischia di slittare a causa di una grave carenza di magistrati: a giugno 2025 risultavano scoperti oltre 120 posti su 803 previsti. Il passaggio da un giudice unico a un collegio di tre rischia di paralizzare i tribunali più piccoli e rallentare i tempi della giustizia, obbligando a spostare personale da altri settori.


Riforma della Corte dei Conti: controlli sulla spesa e indipendenza della magistratura contabile
La riforma ha introdotto un limite di 30 giorni per i pronunciamenti della Corte, oltre il quale scatta il “silenzio-assenso” che esenta gli amministratori da responsabilità. Sono stati inoltre stabiliti tetti al risarcimento per danno erariale (due annualità di stipendio o il 30% del danno) e una maggiore gerarchizzazione interna, con il rischio di compromettere l’indipendenza dell’organo.


Lotta alla corruzione: l’impatto delle direttive UE e il reato di abuso d’ufficio
Mentre il governo ha abolito l’abuso d’ufficio nel maggio 2024, la nuova direttiva UE 2026 impone di considerare reato le violazioni gravi dei pubblici ufficiali. L’abolizione è criticata poiché elimina un “reato spia” fondamentale per intercettare illeciti in concorsi e appalti prima che sfocino in corruzione conclamata.


Criticità strutturali del sistema giustizia: edilizia, personale e digitalizzazione
Il sistema soffre per tribunali inadeguati (barriere architettoniche, amianto), processi eccessivamente lunghi e una digitalizzazione incompleta con software obsoleti. Altro aspetto critico è la scadenza dei contratti degli Uffici per il Processo al 30 giugno 2026, che sta già causando la perdita di personale qualificato.


Emergenza carceraria: sovraffollamento, nuovi reati e crisi del reinserimento

Il sistema penitenziario vive una crisi drammatica con un tasso di sovraffollamento del 139,1%. Nonostante il calo dei reati, le presenze aumentano per l’introduzione di oltre 55 nuovi reati e l’inasprimento delle pene, portando a una tragica frequenza di suicidi (24 nei
primi mesi del 2026).


Indipendenza del CSM e criteri di trasparenza per gli incarichi direttivi

Si auspica che il CSM limiti la propria discrezionalità tramite criteri trasparenti per le nomine, evitando la creazione di una “carriera dirigenziale” separata. Si dovrebbe dare prevalenza all’esperienza giurisdizionale rispetto a collaborazioni politiche e consultare l’avvocatura nelle valutazioni.


Giustizia civile e PNRR: il rischio di un’efficienza puramente numerica

Il PNRR impone l’abbattimento del 90% dell’arretrato civile entro giugno 2026. Il rischio è che l’attenzione si sposti su una produttività puramente numerica, trascurando l’efficacia e la qualità della risoluzione dei conflitti.


Tutela del lavoro: retribuzione costituzionale e tensioni normative
La magistratura ha applicato l’art. 36 della Costituzione per garantire salari dignitosi (es. settore logistica e rider), entrando in tensione con politiche governative che, come il D.Lgs. 144/2025, tendono a “sterilizzare” tali garanzie favorendo le imprese.


Espansione del diritto penale d’emergenza e contrazione degli spazi di libertà

Si osserva un aumento di leggi emergenziali (decreti Rave, Caivano, Cutro) che, bypassando il Parlamento, colpiscono categorie marginali o dissenzienti, inasprendo le pene e riducendo gli spazi di libertà civile.


Effettività della difesa d’ufficio e costi delle garanzie a carico dello Stato

La difesa d’ufficio è spesso non effettiva e grava economicamente sugli avvocati; il documento sostiene che lo Stato debba farsi carico direttamente dei costi per garantire un’assistenza reale ai soggetti fragili.


Limiti all’accesso al patrocinio a spese dello Stato per i cittadini stranieri

Le riforme recenti hanno eliminato l’ammissione automatica al gratuito patrocinio per gli stranieri che impugnano l’espulsione, richiedendo attestazioni reddituali spesso impossibili da produrre e rendendo così ineffettivo il diritto alla difesa.


Riduzione delle tutele per i minori migranti e depotenziamento della Legge Zampa

Il DDL immigrazione riduce la protezione per i minori migranti da 21 a 19 anni e sposta la competenza sui rimpatri dai Tribunali per i minorenni alle Prefetture, indebolendo i percorsi di integrazione della Legge Zampa.


Difesa della legalità internazionale e della Corte Penale Internazionale
Viene espresso sostegno alla Corte Penale Internazionale contro i tentativi di delegittimazione operati dalle grandi potenze, denunciando il ritorno all’uso della forza e il rischio di genocidio in territori come quello palestinese.